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Armocromia

l'inizio

A maggio, avremo l'onere di ospitare come primo evento del nuovo store "Biochic Eurialo" l'adorabile Giusy De Gori, del blog "Rossetto&Merletto", pioniera dell'armocromia applicata al di là della pittura, in ambito make up e outfit. 

Anche noi, come chissà in quanti, tra le primissime cose le abbiamo chiesto "Ma come hai cominciato?". Con infinita pazienza Giusy ci ha raccontato come sono nate le considerazioni fatte a suo tempo e che oggi hanno dato vita ad un vero e proprio movimento.

Tutto è sintetizzato nel seguente estratto dal suo seguitissimo blog. 

"Ho iniziato a studiare Armocromia nel 2002, a seguito della lettura de “l’Arte del colore” di Jhonas Itten, quando, nella parte in cui descrive l’operato di Monet, si sofferma sul fatto che quest’ultimo -dipingendo a stretto contatto della natura, all’aperto- cambiò in modo radicale il concetto del suo stesso dipingere e dello studio di esso.

Dipingo sin da piccola, e il mio incontro con l’Armocromia è stato quindi del tutto casuale nonostante già da bambina vedessi sempre dei canali televisivi dove c’erano queste signore americane che provavano su donne -ma anche uomini- teli colorati, e dicevano parole che allora non capivo “Summer”, “Spring”, “Winter”, “Autumn” etc etc .

Rimanevo sempre estasiata da quei teli colorati, dai visi di tali persone che reagivano diversamente da colore a colore rimanendo chiaramente sempre gli stessi.

Riprendendo il discorso di Itten, nel citato libro “l’Arte del Colore” spiega proprio questo passaggio.

Monet dipingendo all’aperto cambiò oggetto di studio, ovvero non più l’osannato chiaro scuro ma la mutevolezza della luce e dell’atmosfera secondo le stagioni, le ore del giorno e le condizioni metereologiche.

Se osservate i suoi dipinti noterete bene il tremolio della luce nell’aria e sui campi assolati, le rifrazioni colorate delle nuvole e della nebbia umida, i molteplici riflessi dell’acqua fluente e ondosa, l’alternanza di verdi lucidi e cupi tra il fogliame degli alberi. Monet è stato “l’occhio che guarda” per eccellenza, l’artefice della pittura “en plain air” ed ha capito le proprietà del colore e l’importanza di esse.

Osservò che i colori locali degli oggetti sono dissolti dalla luce e dall’ombra, e che i raggi colorati riflessi si compongono in macchie ricche di variazioni di freddo-caldo e non solo di contrasti chiaroscurali. Questa scoperta (la temperatura del colore) gli fece abbandonare nei suoi paesaggi il chiaroscuro prediletto dalla precedente pittura per sostituirlo con il contrasto di freddo e caldo.

Gli impressionisti furono i primi che si accorsero della temperatura del colore, di come abbia le proprie ben precise proprietà.

Osservando il paesaggio si resero conto di come l’azzurro freddo e trasparente del cielo e dell’atmosfera entrino in contrasto con le calde tonalità della luce solare. L’incanto cromatico dei quadri di Monet, Pissarro e Renoir deriva in massima parte dell’artificioso gioco delle modulazioni “freddo-caldo”.

Potete prendere ad esempio alcuni quadri su tutti, per capire al meglio questo passaggio:

-La vetrata “La Belle Verrière” della cattedrale di Chatres (XII)

-“Il concerto angelico dell’altare” di Isenheim di Matthias Grunewald

-“Le moulin de la Galette” di Auguste Renoir

-“Il Parlamento di Londra nella nebbia” di Claude Monet

-“Natura morta con mele e arancie” di Paul Cezanne

Itten, riprendendo il discorso sulla proprietà dei colori scoperta dagli impressionisti, fa un ulteriore passo: la applica alla persona. Ovvero scopre la temperatura non il croma.

 

In Italia è una disciplina poco conosciuta, solo i grandi stilisti od i make up artist l'hanno studiata, la gente comune non sa cosa sia l’armocromia, anche se di recente noto che se ne inizi a parlare.

Non avete mai notato come lo stesso rossetto su di voi stia in un modo e su di una vostra amica stia in tutt’altro?

Sento sempre dire: “Ma io sono chiara”, “lei è olivastra”, “quella è bionda”, “l’altra è mora.”

Sbagliato. Non è questo è il punto.

Questa astrusa parola, ARMOCROMIA, cos’è?

Ho letto su internet una marea, consentitemi il termine, di stupidaggini, scritte da persone che creano -per non dire inventano- qualcosa di abbastanza semplice (se si comprende il meccanismo), che ha dato vita ad una serie di leggende assurde.

Allora partiamo con ordine (per evitare papiri scriverò diversi articoli sull’argomento), intanto capiamo cos’è l’Armocromia.

ARMOCROMIA = ARMONIA DEI COLORI è un sistema creato agli inizi del secolo scorso da Johannes Itten (1888-1967), artista svizzero e docente presso la Bauhaus School of Art, in Germania.

Itten scrive nel 1961 “L’Arte del colore”, libro in cui espone una nuova teoria dei colori, che tiene conto delle due caratteristiche principali del colore:

  1. a) Temperatura (caldo / freddo)
  2. b) Valore (chiaro /scuro)

Partendo dalla temperatura Itten divide i colori in colori caldi e colori freddi.

I colori caldi sono quelli a base gialla, I colori freddi sono a base blu.

Un pittore sa bene che in natura ci sono tre colori primari:

1) rosso o magenta primario 2) giallo primario 3) blu primario e da questi tre colori derivano tutti gli altri. Con l’aggiunta del bianco e del nero si dà luminosità o profondità (di questo aspetto parlerò in un’altra fase).

Ricapitolando:

1) Colori Caldi (sono a base gialla)

2) Colori Freddi (sono a base blu)

Da questa suddivisione Itten osservando la natura, o più precisamente l’alternanza delle stagioni, crea quattro categorie cromatiche precise, corrispondenti alle quattro stagioni collegandolo all’essere umano:

Inverno

Primavera

Estate

Autunno

 

Secondo la sua teoria i colori caldi (a base gialla) e luminosi corrispondono a quelli che normalmente predominano in natura durante la primavera (verde mela, verde smeraldo, viola pervinca, corallo, turchese, oro chiaro, giallo caldo tipo i narcisi che sbocciano, arancione, beige, rosso aranciato);

Quelli freddi (a base blu) e chiari (luminosi) corrispondono ai colori dei paesaggi estivi (tutti i lilla, grigi chiari, blu mare, celeste, parecchi rosa, rosso anguria);

Quelli freddi e scuri sono i colori presenti in inverno (bianco, nero, marrone nero, blu scuro, magenta, rosso lacca, fucsia, grigio, una marea di blu molto decisi, argento);

infine quelli caldi e scuri ricordano i colori autunnali (fuoco e fiamme, rosso arancio, arancione zucca, quasi tutti i marroni caldi, bronzo, oro vecchio -stile goldfinger- verde militare, verde bottiglia).

  1. COLORI CALDI E LUMINOSI (PRIMAVERA)

colori predominanti durante la stagione primaverile

  1. COLORI CALDI E PROFONDI (AUTUNNO)

colori predominanti durante la stagione autunnale

  1. COLORI FREDDI E SCURI (INVERNO)

colori predominanti durante la stagione invernale

  1. COLORI FREDDI E LUMINOSI (ESTATE)

colori predominanti durante la stagione estiva

Cosa significa ciò? Significa che ogni persona nasce con dei colori naturali.

L'armocromia funziona per tutti, quale che sia la vostra età, sesso e orientamento sessuale.

La vostra pelle a prescindere dal colore dei capelli o degli occhi (per farvi capire meglio) reagisce naturalmente a determinati colori.

Se voi (partiamo dalle donne) struccate, coi capelli legati, con la luce naturale del giorno accostate al vostro viso determinati colori notate subito la reazione della vostra pelle a quel colore.

Lo notate da come il vostro viso sta con quel colore, se ad esempio avete una imperfezione, un brufoletto etc magari col verde (faccio un esempio) non si nota e anzi vi illumina subito, invece col rosa si vede subito il brufolo, le occhiaie i denti non perfetti etc e dovete mettervi chili di trucco per sembrare più “umane”.

L’armocromia è questa, in base al colorito naturale delle persone, il viso viene messo in risalto, o, al contrario, viene penalizzato.

Itten è stato il primo ad elaborare una teoria secondo la quale ognuno di noi rientra in una di queste quattro stagioni cromatiche.

In sintesi, in base a questa disciplina, ognuno di noi ha dei colori naturali che, a

seconda della temperatura (calda o fredda) e del valore (quanto è chiara o scura una

persona complessivamente, quindi occhi, capelli naturali, pelle ), rispecchiano quelli presenti in natura in una determinata stagione dell’anno.

Ci sarebbe da spiegarvi le stagioni, la rielaborazione di Bernice Kentner, una cosmetista e

make-up artist, negli anni ’50, Carole Jackson e il sitema di Munsel che superò il Sistema di Itten ma rischio di farvi una testa come un pallone senza farvi capire bene nulla …

In questo primo approccio “armocromatico” iniziate a riflettere su come state la mattina struccate con i capelli tirati con determinati colori accostati al viso.

Iniziate così, a farvi l’occhio …

 Per tutto il resto ci vediamo sabato 13 maggio a partire dalle 10:00 presso il punto vendita Biochic di via Eurialo 41/a. Non mancate, Vi aspetto.

Giusy"

 

 

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