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Biochic Re di Roma | Sei anni e quattro chiacchiere con Vale

Ricordi e progetti della fondatrice di Biochic e il suo punto sul mondo del bio

Biochic Re di Roma. Città Eterna. Siamo a ridosso delle mura Aureliane, nel cuore della Roma autentica, proprio dove da una delle strade consolari ne parte una seconda ma non tutti romani lo sanno. Siamo a qualche metro da Porta Asinaria e ancora meno dalla piazza che celebra tutti i Re di Roma e da dove il centro storico si schiude verso l’immenso quadrante sud.

R: Febbraio 2013, febbraio 2019, sei anni. Anzi, a esser precisi sei anni il 28 febbraio, giusto?

Vale: Giustissimo

Siamo con Valentina Orlando, per tutti Vale ovviamente. Siede dietro il bancone bianco e fucsia e sorride.

R: Vale buongiorno, ben trovata.

Vale: Buongiorno

R: Non ti ruberemo molto tempo promesso. Giusto qualche domanda per saperne un po' più di te, di questi primi sei anni e dei progetti futuri.

Vale: Vai, sono pronta [ride]

R: Anzi, se sei d’accordo ne faremo giuste cinque di domande, le famose “cinque double” tanto care a chi fa vero giornalismo, ci stai?

Vale: va bene!


R: Iniziamo subito con quella con cui spesso si comincia “chi è Valentina Orlando”, o meglio, limitatamente alla tua professione, “chi era Valentina Orlando nel 2013 e chi è Valentina oggi”.

Vale: Valentina nel 2013 è una ragazza piena di coraggio, così tanto da lasciare il proprio lavoro e buttarsi in una nuova avventura, un’avventura dagli esiti più che mai incerti, visti soprattutto i tempi che viviamo già da qualche anno in ambito lavorativo. Una ragazza piena anche di grinta e curiosità. Chi sono oggi? La stessa. Con l’aggiunta di qualche anno in più e di maggiore sicurezza in tante cose, nella vita e nel lavoro.

R: Per quest’ultimo aspetto, la maggiore esperienza in cosa si traduce oggi? Se posso chiederti un esempio al volo

Vale: Al volo? Guarda il primissimo che mi viene in mente: la scelta dei prodotti che proponiamo al nostro pubblico


R: Altra domanda che ti avranno fatto in molti, “che cosa” ti ha spinto a volerne sapere di più sul mondo del bio, e cosa, poi, ti ha spinto a diventare imprenditrice in questo ambito?

Vale: Guarda, diverse cose, tante, ma se mi concedete di essere un po' romantica mi piace rispondere che è stata una nuova prospettiva sulla voglia di natura, intesa proprio nella voglia di verde, di prato, piante e fiori. Ho riconsiderato quanto sia perfetta la natura, ti dà tutto il necessario per essere bella, pulita e profumata.

R: quindi tutto parte da quella che si riassume come una nuova presa di coscienza?

Vale: non so come si riassuma, ma so che guardare le stesse cose con occhi nuovi è sempre bello è sempre illuminante

R: Rimanendo nell’ambito “del cosa”, qual è il tuo prossimo obbiettivo?

Vale: Il mio prossimo e imminente step, oltre all’inserimento di altre due tre linee di prodotti cosmetici, è quello di inserire nel negozio un assortimento nutrizionale, in particolar modo integratori. Si aprirà tutto un nuovo mondo, nuovissimo per me, dovrò informarmi e studiare ma sono certa che sarà molto interessante. Ma vorrei fare tantissime altre cose, e prima o poi ce la faremo…servirebbe più spazio! [ride di gusto]


R: Vale, quando hai iniziato la tua impresa, quale era la scena di Roma in ambito di cosmesi bio? A riguardarla con gli occhi di oggi, quale traguardo credi si sia raggiunto?

Vale: Devo dire che in sei anni è aumentata moltissimo la quantità di persone che si orienta verso il bio. All’inizio è stato faticoso perché nonostante fosse già avviato il movimento di consumatori dediti all’utilizzo di prodotti bio e tale consumo stesse piano piano aumentando, ho faticato e non poco per trasmettere il giusto concetto di bioprofumeria e quello di prodotto bio. Ho dovuto vedere molte sopracciglia alzate in segno di scettiscismo per un bel po’ prima di ottenere la giusta attenzione.

R: ah sì?

Vale: Giuro. Tolto chi già era un consumatore di prodotti bio, all’inizio i nuovi avventori non avevano alcuna idea di cosa trattassi nel mio negozio. Entravano pensando fossi una profumeria “ordinaria” [mima le virgolette], ma anche un’erboristeria, una parafarmacia…
Il mio Biochic in realtà non è niente di tutto ciò, e non ci è voluto molto in termini di tempo, affinché tutti lo capissero e lo sapessero, ma ci è voluto molto in termini di determinazione, di fiato, di divulgazione. Nel 2013, considerato il solo raccordo anulare, sono stata la terza bioprofumeria di tutta Roma.

R: la terza? Solo?

Vale: Già, ho davvero lavorato tanto, tantissimo.

R: Una pioniera

Vale: [ride] Non saprei, vedi tu

R: Quindi se oggi si inizia a “sapere” cosa s’intenda per bioprofumeria è da considerarsi un traguardo raggiunto, giusto?

Vale: Sì, un traguardo doveroso, che oggi potrebbe sembrare scontato aver raggiunto, ma che quando ho iniziato io, credetemi, non lo era per niente, anzi.

R: Pensi quindi che ce ne siano di altri di obbiettivi che chi fa parte di questo settore debba doverosamente prefissarsi?

Vale: Assolutamente, trovo ce ne siano ancora molti 

R: Ad esempio?

Vale: Guarda all’epoca una cosa che mi spiaceva da matti, se proprio lo devo dire è quanto il reparto “bambino” faticasse a prendere piede. Le mamme non sembravano fidarsi, quasi non volessero usare un prodotto bio sul proprio bimbo, quasi si trattasse di “sperimentazione”.

R: ma ancora oggi?

Vale: Scherzi? A oggi, chi entra qui dentro è preparatissimo. Oggi sono le mamme ad essere tra le più “agguerrite” nella lotta contro i siliconi.

R: Bhe un bel passo in avanti quindi?

Vale: Un grandissimo passo avanti. Sui culetti dei loro bimbi, ora, spalmano solo pomatine bio [mima la “V” di vittoria], oggi tale emancipazione deve allargarsi all’uomo. L’uso del bio deve farsi capire anche dal mondo dei maschietti.

R: questo un prossimo traguardo quindi?

Vale: Esatto, maschietti ora tocca a voi [e indica me]

R: Parlando genericamente e facendo finta esistesse una "community bio” qual è il tuo commento? La trovi una “community” viva?

Vale: Viva anzi vivissima.

R: del tipo?

Vale: Partiamo dalle mie clienti, ormai sono preparatissime, con alcune di loro sono diventata anche amica ed è bellissimo perché ci si dà consigli a vicenda, consigli autentici, senza logiche di marketing. Consigli su un nuovo prodotto o su un nuovo marchio. Ascolto moltissimo le loro opinioni e i loro consigli. [sorride ancora] Adoro il mio lavoro, l’ambiente che ho costruito perché qui posso essere spontanea, mi diverto tanto con le mie clienti. Con alcune potrei parlare per ore, con loro rido, scherzo, a volte mi commuovo ed è sempre un piacere incontrare persone nuove.

Io: Tornando al discorso di prima, come ti senti a essere stata tra le “pioniere” a Roma?

Vale: Come mi sento? Bene accipicchia, molto contenta dei risultati che ho ottenuto questo sì, contenta della fiducia che le persone ora ripongono nella mia attività.

R: La fiducia è importantissima in ogni rapporto, come sei riuscita a ottenere un attestato di stima così importante?

Vale: Sono schietta e sincera, non vendo un prodotto per il gusto di farlo, se qualcosa non è adatta a te, sono io a non proportela, spiegandoti il motivo. Quando siamo nati come “Biochic” non c’erano molte realtà, anche allargandoci a tutta Roma e provincia, eravamo poche, pochissime. Per fortuna con gli anni le bioprofumerie sono aumentate, anche se non necessariamente in modo sano. Pensateci, anche nel nostro settore hanno aperto moltissimi negozi e molti hanno purtroppo chiuso. Secondo me dipende molto dalla motivazione che ti spinge a fare del bio il tuo lavoro. Se lo fai solo per moda è ovvio che troppo in avanti non puoi andare, ma questa è solo la mia opinione


R: Ultima delle "cinque double” e crediamo focale -sia per la tua vita imprenditoriale quanto per quella personale- è la fatidica “perché usare il bio”. Chissà quante volte hai già dovuto rispondere

Vale: Tante, ma è una domanda che non smetterò mai di farmi, la cui risposta continua ad articolarsi giorno dopo giorno. Io ho scelto di utilizzare prodotti biologici per quel sano egoismo che credo ci migliori sempre: perché tengo a me stessa e tengo a chi mi circonda.
Su di me vedo risultati migliori e la mia pelle ringrazia, i miei capelli ricci finalmente hanno ripreso vita.

R: Ma a chi leggesse questo articolo, e magari non si fosse ancora avvicinato all’uso di cosmesi e detergenza bio, cosa vuoi dire brevemente?

Vale: Che il silicone fa male. I parabeni pure. Fanno male a noi stessi e all’ambiente.
Si possono ottenere risultati sicuramente migliori se si riparte da ciò che la natura propone.

R: Bene Vale, per chiudere, tra pochi giorni la tua attività compie sei anni, festeggerete?

Vale: Sì certo [esulta contenta]

R: Cosa avete organizzato?

Vale: Abbiamo organizzato con una nota linea make up, Liquidflora, una scuola trucco gratuita per le nostre amiche che volessero partecipare. Una lezione di tre ore la mattina e una il pomeriggio in cui ci scambieremo i nostri amati consigli per un trucco giorno davvero wow.
Ovviamente con brindisino alla fine delle lezioni per festeggiare il nostro compleanno come di deve!

R: Bene, allora diamo appuntamento al 2 marzo per festeggiare assieme e soprattutto brindare

Vale: Vi aspettiamo! Ciaoo [manda baci, felice]

 

 

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