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Junk Food

Cos’è? Perché tutti ne facciamo un gran consumo?

Ispirati dall'incedere della bella stagione, che puntuale chiama a passare più tempo fuori casa, magari facendo anche più tardi la sera, abbiamo chiesto alla nostra Dottoressa Fiorentino, una di quelle domande che spesso evitiamo di fare: cosa succede quando dopo l'aperitivo pre cena, la cena stessa, i drink al locale, pensiamo bene di concludere la nostra serata con un bel panino od un ricco kebab o la sempre classica bomba delle 4 di notte?

Come già immaginate davvero nulla di buono.

La prima cosa che intanto si può premettere è che tale alimentazione, quella cioè meno indicata possibile, viene riassunta con l'inglesismo "Junk food", ossia cibo spazzatura.

Ma cos'è nel dettaglio questo Junk Food? 

"Per junk food" risponde la nostra Dottoressa "è da intendersi tutta una categoria di alimenti accomunati tra di essi dall’ avere uno scarso valore nutrizionale, un elevato apporto energetico, ed inoltre un elevato apporto di sale, glucidi raffinati, lipidi saturi e acidi grassi transidrogenati."

"La caratteristica del cibo spazzatura o junk food" - prosegue la Dottoressa "è quella di possedere una densità calorica assolutamente inappropriata allo stile di vita attuale dell'uomo sedentario, e come se non bastasse non adempiere alle necessità fisiologiche di vitamine, oligoelementi, antiossidanti, fibra alimentare, acidi grassi essenziali indispensabili per mantenere un buon stato di salute".

Quali alimenti rientrano in questa categoria?

"Sicuramente ne fanno parte caramelle e dolciumi, le bevande zuccherate (molto ricche di zuccheri semplici e poveri di altri nutrienti). Le patatine fritte in sacchetto (perché ricche di grasso, sale e amido che viene assorbito dall’organismo al pari di uno zucchero semplice).

In questo ultimo caso siamo di fronte poi al tipico esempio di come un alimento naturale e salutare, quale la patata, possa essere trasformato in junk food dall’industria alimentare. L’acqua presente nel tubero viene infatti vaporizzata e sostituita dai grassi della frittura necessari per dare sapore e veicolare gli aromi. Il tocco finale è poi l’aggiunta di grandi quantità di sale.

Un altro alimento molto consumato è il cioccolato, che seppur rientrando nella categoria Junk (pensiamo agli snack), a differenza delle caramelle-dolciumi o delle bevande zuccherate contiene almeno alcuni nutrienti (Ferro, Calcio, vit A, Magnesio e soprattutto -se fondente-, può rientrare in quella cerchia di alimenti da consumare saltuariamente in una sana alimentazione).

Ma chiaramente non ci si ferma qui, giusto Dottoressa?

"Decisamente no. Anche pizza e hamburger possono essere considerati cibo spazzatura ma occorre fare doverose puntualizzazioni. Prendendo in esame la pizza occorre dirsi che quando questa viene fatta con ingredienti sani come la farina semplice (meglio ancora se integrale o semi-integrale, o di tipo 1 o 2, di farro, kamut, avena, segale, riso) lievito, acqua e sale e viene condita con salsa di pomodoro, mozzarella e basilico, sicuramente non si può parlare di junk food (sia che essa sia stata preparata in casa o in pizzeria).

Se invece ci riferiamo a quella al trancio, magari precotta o surgelata sicuramente possiamo collocare queste versioni a pieno titolo nel junk food. Sono difatto alimenti preparati con una formulazione molto diversa rispetto a quella originale italiana, addizionati di una grande quantità di grassi e talora di zuccheri (nelle salse) che quasi si fatica a chiamarli pizza.

Come la pizza, anche l’hamburger ha il suo doppio"

Ossia?

"Certo. Pensiamo alla differenza tra un hamburger preparato al momento in macelleria e poi cotto a casa ed uno consumato in un fast food. Innanzitutto a casa possiamo scegliere un tipo di pane fresco, privo di conservanti e molto diverso da quello dolciastro dei fast food (che viene invece arricchito di zuccheri) la carne potremo sceglierla di qualità superiore magari con meno grasso e per quanto riguarda le salse, potremo utilizzare del pomodoro eventualmente concentrato o speziato. Il sapore di questo panino con hamburger non ha nulla da invidiare rispetto a quello del fast food, anzi potrebbe essere migliore e sicuramente più salutare perché privo di additivi o conservanti."

Dottoressa, ma cosa comporta il consumo prolungato del junk food?

"Far ricadere le proprie scelte alimentari, con frequenza, sul junk food è un fattore di rischio da non sottovalutare, tali scelte determinando incontrovertibilmente infatti un incremento sostanziale del peso o del tessuto adiposo corporeo.

Ne conseguono un aumento della possibilità di insorgenza di diabete, ipertensione, rischii di infarto, problemi cardiocircolatori e certi tipi di cancro. Malattie nei confronti delle quali la dieta mediterranea, come più volte scientificamente dimostrato, può essere invece particolarmente efficace nella loro prevenzione.

Sarebbe una falsità dichiarare che il consumo saltuario di cibi spazzatura incida significativamente sullo stato di salute delle persone, perché i danni sistemici che questi junk food apportano all'organismo sono il frutto di un consumo abituale.
In definitiva, per scongiurare ogni complicazione sarebbe sufficiente limitare il consumo di un hamburger, patatine fritte o snack vari ad una volta al mese"

Una volta al mese?

"Esatto. Il problema infatti è che la gente -soprattutto i ragazzi-, si abbuffano sempre più di junk food"

Dottoressa secondo Lei perchè?

Il perché è molto semplice: perché sono buoni, perché sono stati concepiti per esaltarne la palatabilità, perché sono comodi, ma soprattutto sono economici.

Il junk food è infatti estremamente a buon mercato: grassi idrogenati, saccarosio ma anche i dolcificanti, le patate, la carne macinata mista e grassa, sono materie prime che costano pochissimo. Questo spesso spinge uno studente a rifiutare un bel piatto di pasta al pomodoro con secondo di pollo e contorno di insalata al costo di 15 euro e preferire hamburger, patatine e bibite alla modica cifra di 7-8 euro.

Come possiamo "difenderci" da tali tentazioni allora?

"Le uniche armi che possediamo al fine di contrastare il marketing spietato del cibo spazzatura sono: l'educazione familiare e l’educazione alimentare.

Risulta quindi fondamentale che i genitori siano di esempio utilizzando cibi semplici e salutari permettendo ai ragazzi di riscoprire i veri sapori del cibo e ponendo l’attenzione anche sull’importanza dell’orario dei pasti viste le ultime mode di consumare superalcolici durante la notte per poi mangiare a dismisura prima di andare a letto.

Perché ricordiamoci che l’Italia è la patria della dieta mediterranea con i suoi 5 pasti giornalieri, consumo quotidiano di frutta e verdura fresca, cereali, legumi e anche della pizza."

 

Vi ricordiamo che potete rivolgere le Vs domande alla nostra Dott.ssa Maria Cristiana Fiorentino, Biologa Nutrizionista, scrivendo a:

mariacristiana.fiorentino@biochic.bio oppure chiamando ai numeri +39 3294743712 o +39 06 69361190

La Dottoressa inoltre sarà alla Vs più completa disposizione venerdì 19 maggio presso il punto vendita di Re di Roma.

Per prenotare la Vs consulenza gratuita e saperne di più sull'evento leggete qui.

Al prossimo articolo.

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