Cosa sai del Bio?

La profumeria biologica

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione agricola disciplinata a livello internazionale, nella quale vengono utilizzate tecniche di coltivazione che rispettino i cicli ordinari della natura. È considerabile, per certi versi, anche il ritorno a metodi di coltivazione e distribuzione più vicini alla tradizione pre industriale, ritorno, il cui sviluppo sta crescendo sempre di più negli ultimi anni. Gli addetti al settore incentrano la loro attività verso una scrupolosa salvaguardia dell’ecosistema agricolo al fine di permettere un equilibrato sviluppo di tutto il processo produttivo con particolare cura delle piante coinvolte.

Il maggior auspicio degli amanti del biologico è quella di minimizzare l’impatto antropogenico che, via via, -modificando il processo naturale vegetativo- ha nel corso del tempo portato a scenari inquietanti e autolesionisti, ponendo i produttori più accorti e sagaci, unitamente ai consumatori più evoluti e emancipati, difronte alla urgente necessità di chiedersi come arginare tale fenomeno e controvertire una tendenza pericolosissima, tanto da essere già al limite dal fatidico.

Per raggiungere questo obiettivo, si è prima dovuto legiferare su tale annoso argomento (con qualche discreto risultato, va bene, ma troppo diluito nel tempo, per essere davvero considerabile sufficiente) per poi iniziare un cambio di mentalità che ancora troppo stenta a divulgarsi come invece l’urgenza del caso vorrebbe e che ci pone ancora troppo distanti dal rendere concreta tale visione.

Cosa fare oggi, per essere bio?

A una domanda del genere la prima risposta che ci viene in mente, indubbiamente al primo posto, è: arrivare a pieno regime -e da parte di tutti- al rispetto tassativo dei disciplinari internazionali in materia, stilati nel corso degli ultimi decenni. In buona sostanza rispettare in maniera attiva e convinta le regole, vivendone o riscoprendone il vero senso, ossia la tutela collettiva delle persone e dell’ambiente.

I terreni, per coloro che aderiscono a tali normative, vengono coltivati senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi (fertilizzanti, diserbanti, insetticidi), senza l’uso di organismi geneticamente modificati (OGM) e vengono utilizzati solo concimi organici quali il compost.

A questi si aggiunge un’intelligente rotazione delle colture, per evitare che i parassiti si adattino all’ambiente causa prima questa, dell’uso trasceso nell’abuso nel corso degli anni, da parte della stragrande maggioranza imprenditoriale agricola, dei pesticidi chimici e nello stesso tempo, la rotazione delle colture, consente l’arricchimento del terreno di nutrienti.

Ma tornare alla tradizione, laddove abbia senso ovviamente, vuol dire anche accortezze semplici ma efficaci. Basti pensare come il solo posizionamento di siepi aiuti a creare un’ambiente maggiormente protetto da inquinamento oppure come la coltivazione diversificata di piante bene assortite aiuti all’allontanare determinati parassiti.

Qual è la situazione del bio in Italia?

L’Italia è ai primi posti in Europa e nel Mondo per l’export di prodotti di origine biologica. Le Regioni in cui sono presenti il maggior numero di operatori biologici sono la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Dal 1991 l’agricoltura biologica è disciplinata dall’Unione Europea che stabilisce le regole da rispettare ed i criteri di coltivazione da osservare. I prodotti vengono sottoposti a rigidi controlli da parte di appositi Organismi. Il biologico, quello vero, è quindi controllato dal seme al prodotto finito e solo se risulta conforme al dettato normativo europeo può presentare in etichetta un’apposita certificazione. Ricordiamo, in rigoroso ordine alfabetico e solo a titolo esemplificativo, circoscritto al momento in cui questo editoriale viene redatto, gli enti certificatori più attivi e largamente diffusi nel Bel Paese: Agricert, Agriqualità, Aiab, Anab, Amab, Bioagricert, Biologico Suolo e Salute, Bios, Ccpb, Codex, Demeter, Certificazione biologica Ecocer, Ecolabel UE, ICEA, Istituto Mediterraneo di Certificazione.