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Biochic Re di Roma

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Dal Lunedì al Sabato - Mattina 9.30 / 13.00 - Pomeriggio 16.00 / 19.30

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Cinzia Manzotti

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Sole e precauzione

come aiutare la nostra pelle a difenderci

Ben ritrovate amiche,

oggi, visto l’incedere della bella stagione vorrei tornare a puntare una lente d’ingrandimento sugli effetti dell’esposizione al sole e ripeterci tutte, perché è così importante proteggersi. 

Come sappiamo, gran parte dei raggi solari sono trattenuti dall'atmosfera terrestre (per nostra fortuna), tuttavia, specie durante l’esposizione diretta al sole la nostra pelle è comunque esposta oltremodo al rischio di ustioni e scottature causate sempre da radiazioni dette ultraviolette (UV), responsabili di danni sia in superficie (eritemi) quanto in profondità (come i danni alle fibre di collagene ed elastina ad esempio, oppure le antipaticissime macchie solari). 

I raggi ultravioletti responsabili di tali danni sulla pelle vengono catalogati a seconda della loro lunghezza d’onda. Questa catalogazione può aiutarci meglio nelle nostre considerazioni. 

I primi sono gli UVA ossia i raggi che vanno da 320 a 400 nm, la cui sigla sta per “nonometro”, ossia l’unità di misura con la quale classificare distanze su scale atomiche e molecolari.

Questi sono i raggi che più attraversano la pelle e che più scendono in profondità, arrivando a causare -oltre ai danni già citati prima- anche pericolosissimi tumori alla pelle.

Sono i raggi che tra l’altro ci donano un’abbronzatura di breve durata. 

Gli UVB sono invece quei raggi che vanno da 320 a 280 nm.

Questi raggi, anche detti “corti”, vengono sì assorbiti dalla pelle, ma nonostante si fermino più in superficie possono comunque provocare scottature, irritazioni ed eritemi.

Essendo i raggi corti provocano un’abbronzatura decisamente più intensa. 

Gli UVC in ultimo a questa brevissima analisi, sono i raggi che vanno da 280 a 100 nm.

Fortunatamente vengono assorbiti in larga misura dallo strato di Ozono. Pur avendo una lunghezza corta sono potentissimi e molto pericolosi per la pelle.

Alla luce di ciò è bene tenere sempre a mente quali siano le precauzioni da seguire per una corretta esposizione solare, partendo da ciò che raccomandano Commissione Europea e Ministero della Salute.

(...) È essenziale riparare dall’esposizione diretta del sole neonati e bambini. La prolungata esposizione al sole di neonati e bambini accresce, infatti, il rischio di cancro della pelle in età adulta. Sarebbe quindi opportuno non esporre affatto neonati e bambini direttamente ai raggi UV. 

È importante sapere, inoltre, che i prodotti solari garantiscono la loro completa efficacia soltanto se utilizzati in quantità sufficienti. Per la protezione di tutto il corpo di un adulto ad esempio, di corporatura media, è necessario applicare almeno 35 grammi di prodotto, che corrispondono approssimativamente alla quantità contenuta in sei cucchiaini da té. Generalmente i consumatori sono soliti usarne solo la metà, pertanto anche la protezione solare risulta ridotta di oltre la metà.

Per mantenere, infine, costantemente la protezione iniziale, i prodotti solari devono essere riapplicati con frequenza, soprattutto dopo aver nuotato, essersi bagnati o asciugati. Tuttavia è importante limitare il tempo di esposizione ai raggi del sole per non incorrere nel rischio di una sovraesposizione, da cui non ci preserva la continua applicazione del prodotto solare.(...)

 In conclusione la nostra pelle nasce per sì per filtrare e proteggerci dai raggi del sole ma spetta a noi aiutarla a difendersi dai danni che questi può provocare, sia con rispetto verso se stessi -esponendoci con criterio e consapevolezza al sole - quanto impegnando i giusti prodotti a garanzia della giusta protezione.

 

                                                                                          Cinzia

 

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